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Local Marketing, dall’offline all’online

Local Marketing. Sono sempre stata un’amante della storia, anche come blogger ho sempre apprezzato tutte quelle aziende che “Giada siediti ti racconto la storia della mia famiglia”. E io amo ascoltare ogni cosa e capire come una famiglia sia stata capace di migliorarsi nel tempo e adeguarsi.

Mi piace leggere, scovare e studiare come un’attività local sia nata, cresciuta e si sia adeguata all’era digital, senza fermarsi.

Oggi vi racconto di alcuni punti vendita diventati veri e propri case study dove l’offerta commerciale diventa un tutt’uno con l’esperienza e permette al cliente/ospite di diventare ambassador di quel brand, raccontando a sua volta una storia o l’esperienza.
Quanto è importante lo storytelling? E come lo si fa?
Ve ne parlerò nel prossimo articolo, promesso. Lo storytelling per me è davvero fondamentale.

1. Dalla Lella

Chi non conosce le famosa piada della Lella?
Tutti la conosciamo, ma mai ci siamo soffermati ad analizzare il brand e i social.
Sono stata a Rimini qualche mese fa per lavoro, sono docente della WeLevel Academy (Video corsi sul Social Media Marketing per Hotel) e la piada dalla Lella è tappa fissa. Impossibile rinunciare alla sua piadina.
In Romagna, si sa, ognuno ha la propria ricetta e il proprio ingrediente segreto, ma l’eccellenza ha un nome preciso ed è quello di Lella.
Tutto è cominciato nel 1986 in una piccola bottega a Bellariva (una frazione fra Rimini e Riccione). Tradizione e innovazione.

Analisi e strategia
Cominciamo con la brand identity: “l’esercito delle Lelle”, tutte con il loro cappellino di paglia a fiori e tutte robuste, composto da donne dal vero spirito romagnolo.
Il core della strategia di local marketing è la piada: farcita aperta, chiusa (i famosi cassoni), a rotolo e anche dolce, con i fichi caramellati e lo squacquerone. Io ho già l’acquolina!
Il logo della Lella: una signora abbondante con in mano un mattarello, e sotto la sua gonna la fila dei nipotini. La Lella è riuscita a creare a Rimini un vero e proprio circolo di persone che seguono le sue vicissitudini con affetto.

Social Media Marketing
Il digital oramai è parte di noi, non esiste più la distinzione tra offline e online. È una linea talmente sottile e impercettibile che non ci si perde più a capire cosa sia giusto o sbagliato pubblicare sui Social.
La Lella sin da subito ha dimostrato di essere capace, anche attraverso uno smartphone di interagire, di arrivare alle persone non solo per la sua indimenticabile piada, ma per i suoi modi, i suoi racconti di vita
Come non voler bene alla Lella?
Il marketing non poteva che seguire questa situazione: i social della Lella non mostrano continuamente piadine e cassoni, ma vita quotidiana, traguardi personali e aspirazioni, il tutto misto a semplicità e romanticismo di fondo che è nell’animo delle donne, le donne della Lella.
Troverete la fila fuori dalla Lella, ma non desistete, vale la pena attendere il famoso cestino di vimini con la carta gialla, un tovagliolino, e la piada.

La tradizione unita alla semplicità paga sempre. La materia presentata nella sua forma più autentica e un momento, una battuta, una frase che vi farà capire che non siete solo clienti, ma amici. Mi piace dire che il marketing è il prolungamento di ciò che accade all’interno del locale, perché tutti abbiamo una storia da raccontare. La nostra.


2. Pescaria, da Polignano a Milano

Mi risulta difficile scrivere questo articolo, il pensiero va lontano e arriva a Polignano a Mare con Pescaria. Ma anche a Milano, dove troviamo proprio uno dei punti vendita: il fast fish food per eccellenza. Chiamarlo fast food è davvero riduttivo se non per la velocità in cui vengono preparati e serviti i panini, ma una volta addentato dimenticherete ogni cosa e ogni definizione.
Tradizione, eccellenza e simpatia, il tutto condito con la qualità delle materie prime. Pescaria è un’esperienza da vivere, motivo che spinge i clienti a mettersi in fila attendendo il tempo necessario senza desistere.

Analisi e strategia
La brand identity del locale è ben visibile, il logo ben riconoscibile appare sui menu, sui bicchieri, sulle tovaglie, sulle magliette e sulle felpe del personale.
Il suo core business sono i panini con il pesce: polpo, tartare di tonno, salmone, poi con il passare del tempo sono stati inseriti anche i primi piatti, fritture e molto altro. Il primo negozio è stato aperto a Polignano a Mare, uno dei più suggestivi della Puglia.
L’originale panino con il polpo è condito solo con olio e limone. Da Pescaria, invece, la ricetta prevede un’impanatura, la ricotta, il pepe in grani, la burrata, ingredienti pugliesi selezionati. Qualche lamentela sotto questo punto di vista, ma questa scelta ha permesso al locale di crearsi la propria nicchia di mercato arrivando alla vendita di panini gourmet con ingredienti esclusivamente made in Puglia.

Social Media Marketing
Sapete quanti panini vengono serviti? 100 panini all’ora.
La cura dei piatti e dei panini ha permesso a chi gestisce i social di lavorare molto bene sull’aspetto visual.
Il profilo Instagram, sicuramente il social preferito da Pescaria, vanta oramai 176k follower (in questo momento), una media di 2000 like a foto che vi faranno venire l’acquolina in bocca. Ma non solo, molto spesso le foto raffigurano il panino gourmet in primo piano e sullo sfondo Polignano a mare, giocando anche sul territorio.
Facebook non è sicuramente da meno, la Pagina di Pescaria è molto seguita e commentata. Del resto è impossibile resistere!


3. Fabio Vettori, le formiche per grandi e piccini

Fabio Vettori. Sono sempre stata follemente innamorata dei suoi disegni, che ancora oggi mi fanno sognare e tornare bambina pensando a quando in cartoleria l’indecisione era alle stelle.
Quale quaderno scegliere? Quale disegno delle formiche di Fabio Vettori

Fabio Vettori è un artista, un disegnatore. Fin da piccolo mostra una grande passione per l’illustrazione realizzando paesaggi ricchi di particolari. Ma come entrano le formiche nei suoi disegni?
L’interesse per il dettaglio lo spinge a cercare un soggetto che potesse moltiplicarsi all’interno della scenografia creata.

Analisi e strategia
Cominciamo con la brand identity: Le formiche, un piccolo soggetto che prende vita nei disegni di Fabio. Le formiche si divertono, spensierate, operose, sono presenti in ogni raffigurazione di Fabio, sono il core della strategia di local marketing.
Il logo di Fabio: Semplicemente il suo nome perché come dico sempre la semplicità paga ed è stata, insieme alle formiche, alla sua bravura, semplicità e bellezza d’animo, sicuramente la sua carta vincente. Un mix di volontà che ha portato Fabio ad essere una persona degna di nota e stima. I suoi disegni trasmettono l’attenzione alle piccole e semplici cose, così come è Fabio.

Social Media Marketing
Fabio è anche su Facebook e Instagram, capacità di utilizzo e interagire con le persone, riuscendo così a creare una community che lo segue in modo appassionato e che ogni volta resta stupita dalla sua bravura e velocità di esecuzione dei suoi disegni.
Fabio arriva alle persone, nel cuore, con le sue formichine, con la sua genuinità. Fabio è un amico per chiunque avesse avuto la possibilità di conoscerlo, ma anche per chi lo segue solo online. Arriva nelle case di tutti noi e le sue formichine portano gioia e sorrisi.
Impossibile non volergli bene.
Il marketing non poteva che seguire questa situazione: i social di Fabio raccontano tutto ciò che le formichine possono fare, sono vicine ad ogni situazione, alla vita quotidiana di ognuno di noi.

Libri, puzzle, magliette per grandi e piccini, quaderni, agendine, borse che nascono da materie prime secondarie, scarti di tessuto (per maggiori informazioni trovate i dettagli sul suo sito) queste sono solo alcune delle cose che l’Art Factory di Fabio Vettori commercializza sul suo e-commerce.
Adattarsi, stando al passo con i tempi.


4. Ottica Caradonna

La nascita di Ottica Caradonna risale a più di venti anni fa, nel cuore del centro storico di Modugno. Un caso di successo di local marketing nell’ambito dell’ottica.
Il team, coordinato da Cosimo Caradonna fondatore di Ottica Caradonna, è composto da giovani ragazzi: Nico (ottico ortottista), Alessandro (ottico), Lucia e Mina (consulenti per la scelta di montature da vista e da sole).

Parliamo di Nico Caradonna cresciuto nel digitale. Un sogno che si avvera. Nico infatti ha saputo farsi strada nel web grazie al desiderio di parlare della sua specialità: occhi, occhiali e visione. Ottico ortottista qualificato che ha avuto un’intuizione geniale: il primo blog italiano che parla del mondo dell’ottica a 360°, dall’estetica alla tecnica, passando per la comunicazione. Nel 2014 punta tutto sul personal branding, partendo dal blog otticodelweb.it. Il suo spazio virtuale porta il suo nome e la sua forza è nello stile dei suoi contenuti, in pochissimo tempo è riuscito a costruire una community di appassionati di occhiali raccontando la sua storia attraverso i suoi viaggi alla ricerca di innovazione, design e tecnologia, con l’obiettivo di aumentare il valore dei professionisti della visione. Utilizzando uno storytelling oltre l’ordinario. Come? Con lo storytelling. Uno storytelling che parte dal negozio, dal punto vendita e si estende ai Social.
Uno storytelling che io approvo, quello che evoca emozioni, sentimenti affiancando le parole a foto e video dando alle persone ciò che desiderano.

Il reale sta al local marketing come il virtuale sta al digital marketing. L’Ottica Caradonna e i vari profili social sono tutti perfettamente allineati, ognuno col suo specifico modo di comunicare, ma tutti con gli stessi elementi che la contraddistinguono.
Strategia che negli anni si è modificata in base alle necessità. Nico Caradonna ha messo in gioco l’empatia, è riuscito a creare contenuti capaci di creare un seguito e un legame con la community stessa.
Oggi Nico è conosciuto come l’Ottico del Web e grazie alla sua intuizione ora è uno dei casi di successo di local marketing di successo grazie alla capacità di unire virtuale e reale.


5. Trippa Milano

Le regole del marketing nella ristorazione oggi non sono più le stesse. Cartelloni pubblicitari o annunci su stampa e radio locali sono stati sostituiti o comunque messi in secondo piano dai social media diventando uno dei principali strumenti di marketing per lo sviluppo del business dei ristoratori, ma non solo.

Cosa fanno i clienti prima di andare in un ristorante? Leggono attentamente le recensioni, fanno ricerche sui social, in Facebook, ma anche su Instagram, sono curiosi di scoprire i piatti, come vengono presentati. I social giocano un ruolo quasi fondamentale. Un profilo curato, capace di trasmettere la passione per il proprio lavoro, lo storytelling, foto accattivanti che fanno venire l’acquolina. Il ristorante deve proporre e vendere una vera e propria esperienza e non un semplice prodotto o servizio e oltre ad immagini succulente ed attraenti, deve essere capace di instaurare una relazione con il proprio pubblico.
Trippa è tutto questo.

Trippa, una trattoria d’altri tempi, concetti tradizionali in un contesto nuovo. Estate 2015 Trippa apre a Porta Romana e da allora è diventato un nome noto tra i milanesi, appassionati di cucina o meno. Una cucina più autentica e tradizionale negli ingredienti e nelle porzioni, il tutto condito da un’atmosfera rilassata e accogliente. Piatti della tradizione italiana, tra ingredienti e sapori dimenticati.

Trippa è anche Social grazie alla simpatia degli chef Diego Rossi e Pietro Caroli unito alla solarità di Francesca D’Agnano.
Piatti sempre in primo piano, invitanti e succulenti, viene voglia di mangiarli al solo vederli, raccontati e alternati a momenti di vita che hanno reso Trippa un luogo autentico.


Il local marketing si può fare, dopo aver costruito una solida base di utenti e una community fedele, anche lontano dal luogo d’origine, anche in una città lontana. Questa è una delle cose che ripeto sempre.
Creare una community sui social è fondamentale per comunicare con gli ospiti, clienti, in tempo zero.

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