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Quando il tuo Social Media Manager non è uno stregone

A metà febbraio, forte dell’immancabile ironia che mi contraddistingue nella vita quotidiana come nelle mie costanti trasferte di lavoro, sono stata ospite a Lamezia Terme per il Summit Hospitality, due giorni di full immersion alla scoperta di strategie di digital marketing, revenue management e social media marketing dedicati ai professionisti dell’ospitalità.

Ho avuto il piacere di inaugurare il mio speech in aula con un selfie collettivo, al fine di porre l’accento in chiave sarcastica sulla confusione che alleggia, ancora oggi, sulla poco compresa figura del social media manager. Stiamo parlando di una delle figure professionali digitali più richieste nel settore del marketing moderno ma che, nonostante questo, ancora fatica ad essere riconosciuta sul versante dei guadagni e dei confini delle skill richieste.

Tutto quello che NON è un Social Media Manager

Chiunque abbia seguito quest’ultimo Sanremo, saprà del successo dell’account Instagram di Amadeus, arrivato in pochi giorni a contare oltre 1 milione di follower. Pochi, invece, sono al corrente del polverone che si è alzato, tra le diverse associazioni di categoria, quando il presentatore, nel raccontare l’inizio della sua avventura nel mondo dei social, ha esclamato che il suo SMM fosse suo figlio Josè Alberto, di appena 14 anni.

Sebbene, ovviamente, si trattasse di una battuta giocosa e priva di qualsiasi malizia sarcastica, molti miei colleghi Social Media Manager sono insorti di fronte a quest’affermazione pubblica televisiva, così poco elogiativa nei confronti di una professione spesso ancora poco rispettata e valorizzata nel nostro Paese.

Al di là di questa piccola controversia sul Festival della canzone italiana, dalla quale mi dissocio nel voler ulteriormente polemizzare, mi sembra abbastanza chiaro come il SMM sia una figura professionale che non si può improvvisare, ma che richieda anni di esperienza, studio e aggiornamento costante per poter stare al passo con le novità di Mark Zuckerberg (e non solo).

D’altro canto, è altrettanto doveroso sottolineare come il Social Media Manager, miei cari albergatori, non sia un influencer con ondate di seguaci, un travel blogger né, tantomeno, un esperto lato SEO. Il SMM non è neanche un videomaker o fotografo professionista (salvo si presenti, ovviamente, anche come un esperto in questi campi).

Che cos’è allora un Social Media Manager?

Le pagine social della vostra struttura ricettiva sono ferme al 2018 e vi serve un mago che faccia miracoli nel giro di pochi post o qualche sponsorizzata? Se pensate che il vostro nuovo SMM sia un supereroe o uno stregone, al vostro servizio 24 ore al giorno, e capace, con un semplice click, di riempire tutte le camere del vostro hotel per la prossima stagione siete ancora una volta su una cattivissima strada.

Ecco perché non affidare la gestione del tuo hotel al figlio di Amadeus 

Miei cari proprietari di hotel e strutture ricettive di ogni tipologia e sorta, se siete dell’avviso che affidare la gestione dei vostri social a un SMM sia un gioco da ragazzi, dobbiamo un attimino sederci a tavolino e fare quattro chiacchiere.

Il Social Media Manager è, innanzitutto, una figura professionale che si rivolge alle aziende, alle organizzazioni o alle istituzioni, ma anche a figure pubbliche e VIP che vogliono creare la propria immagine sui social network.

Il suo ruolo è realizzare principalmente una strategia di comunicazione da mettere in atto sui principali social come Facebook, YouTube, Instagram o Tik Tok. E non semplicemente di aprirli, nell’arco di una quindicina di minuti, o di postare qualche reel qua e là nel corso delle settimane a venire.

Nel caso di una struttura alberghiera, il Social Media Manager non può di certo avere una sfera di cristallo o lavorare di sola immaginazione. Anche se opera da remoto, a 800 km di distanza come a un’ora di macchina dal vostro albergo, avrà comunque bisogno di mantenere con voi un filo comunicativo costante.

Non stranitevi se si autoinvita in struttura: il suo obiettivo non è quello di guadagnarsi qualche giorno di vacanza, tra un cocktail in piscina o delle ricche colazioni al risveglio vista mare o montagna. Il social media manager vuole solo sperimentare in prima persona i vostri servizi, vivendoli proprio come se fosse un ospite, per poi riuscire a raccontarli secondo la strategia di comunicazione migliore.

Vi chiederà la vostra storia, i vostri obiettivi e, spesso e volentieri, vi domanderà in chiave calzante delle foto fresche e accattivanti, come anche dei video, della vostra struttura ricettiva. Sebbene sui social venga premiata la spontaneità e la veridicità degli scatti e delle riprese amatoriali, il vostro SMM potrebbe proporvi, durante l’anno, anche alcuni shooting con un fotografo professionista che, sotto la sua supervisione, sappia lavorare su determinati dettagli o porre l’accento su un taglio comunicativo specifico.

Sarà poi sua cura, con le parole giuste, riuscire a realizzare una serie di post con dei copy capaci di emozionare e coinvolgere, ogni giorno di più, la community on line dei vostri ospiti presenti, passati e futuri.

Per farlo dovrà contare su di voi e su un rapporto di fiducia costante nel tempo, fatto di spunti d’idee e visioni progettuali d’unione. Pronti a far innamorare il social media manager del vostro hotel per poi, a sua volta, innamorarvi di lui e della strategia di comunicazione ritagliata ad hoc per la vostra crescita (comune)?

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