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Si parla di Food-image al BTO insieme al Social Media Team e Speaker per Onlife

Food-image, da amante del cibo e della fotografia non potevo mancare a questo panel!
Far parte del Social Media Team del BTO è stata davvero una bellissima avventura che mi ha permesso di conoscere nuove persone, condividere il lavoro che amo e tornare con ancora più sogni nel cassetto e idee da mettere in pratica. 

I panel che ho seguito sono stati tutti molto interessanti, mi piacerebbe raccontarvi tutto, ma non ho il dono della sintesi 😀
Ecco il panel che ancora sto raccontando a chi mi chiede come è andata 😀

Food-image & cervello: le neuroscienze applicate alla fotografia digitale del cibo

Un intervento che mi ha fatto letteralmente innamorare, la Dr. Lucia Carriero, CEO Neuroset Italia è riuscita davvero a catturare l’attenzione di tutti lasciandoci a bocca aperta.

In questo intervento sono stati esplorati alcuni contributi recenti della ricerca neuroscientifica sul food-imaging e sul modo in cui il cervello percepisce le immagini di cibo.
Il nostro cervello è in grado di capire da quanto tempo è stato aperto un pacchetto di patatine, anche se il sacchetto è stato aperto da 5 minuti. Il suono del crock è diverso e noi lo sappiamo, magari in quel momento non ne siamo consapevoli perché stiamo chiacchierando con l’amica, ma il nostro cervello lo sa. Il cibo che si sgranocchia maggiormente viene visto come più fresco.

Vi siete mai chiesti perché fotografiamo il cibo?

  • Diario personale
  • Perché è una nostra creazione
  • Per un’occasione speciale
  • Foto artistiche di food

Il modo in cui il cibo viene presentato influenza il modo in cui il cibo viene percepito, ossia il sapore del cibo

Alcuni studi mostrano come specifici elementi visivi incidano sulla percezione di appetibilità di un piatto. Sono stati quindi analizzati i fattori che influiscono sull’immaginazione del sapore del cibo, coinvolgendo le aree della masticazione e della gratificazione nel cervello.

Le risposte emozionali del cervello a stimoli di cibo delizioso hanno luogo ad un livello precoce, sub-cosciente. Le immagini attraenti di cibo, anche se presentate sotto soglia cosciente (subliminalmente), attivano l’amigdala (= emotion processing). In 17 millesimi di secondo noi abbiamo già capito quanto il piatto sarà buono.

Immagini di cibo caldo, appetitoso, cucinato, pronto da mangiare = gratificanti più di immagini “raw” attivano le aree visive in meno di 150 msec. Le immagini di cibo vengono riconosciute dal cervello alla stessa velocità di altri stimoli con un alto impatto psicosociale, come i volti umani e le emozioni facciali. 

STIMOLAZIONE MULTISENSORIALE E CERVELLO

VISTA 

Anticipo informazioni sensoriali = esalta il gusto del cibo 
Alla sola vista di immagini con dettagli sulla consistenza, il cervello attiva le regioni pre-motorie legate alla masticazione. Cioè è come se il cervello si preparasse a masticare, a gustare un cibo che è solo fotografato ma che, grazie alla sua consistenza, ha il potere di evocare l’azione del masticare. 

APPRENDIMENTO SENSORI-MOTORIO

Il cervello «apprende» attraverso le sensazioni vicariate dal movimento (effettuato o osservato) 
Efficace: mostrare come «funziona» il cibo, come si dovrebbe tagliare, sbriciolare, gustare, assaporare… 

UDITO 

Le frequenze più alte aumentano la sensazione di appetibilità e di dolcezza del cibo – ovvero di quelle caratteristiche che lo rendono delizioso e gratificante 
Il suono in sottofondo influenza la percezione del gusto di un piatto: rumore di posate provenienti dalla cucina incrementa la salivazione mentre si aspetta al tavolo.
Musica alta o rumori ambientali forti = 20% in più di scelta di piatti poco salutari/junk 

FONT & GUSTO

I font più arrotondati vengono associati dal cervello a un gusto più dolce. 
I font con più angoli trasmettono una sensazione di salato, agro, amaro. 

PAROLE CON L’ACQUOLINA IN BOCCA 

Impatto della articolazione delle consonanti sull’appetibilità del cibo: 
Consonanti labbra-palato – provate con ORECCHIETTE
(inward, es. PASOKI) 
– Consonanti palato-labbra 
(outward, es. KASOPI) provate con CAVATELLI

RITUALITÀ & DELAYED GRATIFICATION 

L’atto di fotografare, rimanda il momento in cui il cibo verrà gustato (influendo sulle aspettative relative al sapore).  La mia parte di Food Blogger mi porta a mangiare il cibo freddo 😀 ma sicuramente quando lo fotografo è bollente per cercare di dare il senso dell’appetitoso.

IL POTERE DI UN «LIKE»

I “mi piace” sul post aumentano l’attività nel nucleo accumbens (sistema del piacere e della ricompensa) 
Le foto di cibo in prospettiva 3⁄4 dal basso hanno più probabilità di ispirare sensazioni positive sul gusto, sono percepite come più attraenti e stimolano maggior desiderio di essere assaporate. 
Dall’alto: più artistiche e “trendy”. 

POSIZIONE DELLE IMMAGINI SUL PACKAGING E PERCEZIONE DI LIGHT/FAT

Posizionare le immagini di cibo nella parte alta o a sinistra del packaging, influisce sulla percezione di «leggerezza» del cibo. Pensate quando andate al supermercato!

E’ davvero una sensazione stranissima quella di pensare che in così poco il nostro cervello riesca a fare così tante azioni, pensieri. Mi ha sempre affascinato ogni tipo di ragionamento in questo senso. Pensare che anche dietro una semplice scatola di un qualsiasi cibo ci sia uno studio di percezione mi fa davvero riflettere. Anche questo è marketing, no? Un panel che mi ha letteralmente affascinato. Ci vorrebbero tante Lucia Carriero nel mondo.

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