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Come creare una community su Facebook. Case History. Villaggio degli Olivi

Partiamo da quello che è fondamentale. A prescindere da tutto, una community deve basarsi sulle persone e sulle relazioni umane.
Tutto il resto, viene dopo. Molto dopo.

Cosa fa un professionista? Studia il cliente, pensa, analizza la reazione della pagina, come hanno reagito prima le persone e come stanno reagendo ora. Non si parla solo di like, si parla di condivisioni, commenti, ma anche quello che scrivono nei commenti. Se sono solo emoji (che abolirei :D), se scrivono commenti corposi e per corposi non intendo un tema come potrei fare io, ma semplicemente se sono inerenti al post o alla domanda che ho fatto.

Tutto questo è lavoro che non si vede. Desidero sfatare il mito che un Social Media Manager, un Social Media Strategist pubblicano post su Facebook. Non è così. Il post se vogliamo è la punta dell’iceberg, è ciò che si vede, ma ciò che più conta è quello che non si vede e le cose da pensare e analizzare sono innumerevoli e richiedono tempo. Non è invio la foto e fammi un post. No, le cose vanno messe in fila, studiate e poi pubblicate. Non esiste il subito. Il subito potete dirlo al cuggino.

Passiamo alla strategia e caso studio che ho messo in pratica sul Profilo Business di un mio cliente.
Il villaggio degli Olivi a Palinuro

La Pagina Facebook ha una fan base, attualmente (12/06/2020), di 25 mila fan. Da quando seguo la struttura non è stata fatta nessuna azione di advertising. La Pagina è sempre cresciuta organicamente.

Tre consigli per far crescere una community:

  • Pubblicare regolarmente
    Non oggi e poi fra sei mesi. Pubblicare regolarmente significa anche 4 post a settimana con una strategia di fondo in grado di alternare tutto ciò che la struttura può offrire.
  • Incentivare le risposte facendo delle domande
    Questo non significa pubblicare quattro volte a settimana e in tutti i post fare una domanda. Le persone si stancano e poi dipende sempre dalle domande che fate. Le domande devono riguardare voi e non per esempio: oggi qui c’è il sole, da voi piove?
  • Empatia e fantasia: fateli viaggiare con il pensiero, chiedete loro informazioni che possano esservi utili, condividete emozioni.

1. Post: Chiedere a loro un’azione che non è semplicemente una domanda, ma di pubblicare una loro foto scattata al villaggio.


2. Post: Ringraziarli così che possano sentirsi privilegiati chiedendo di nuovo a loro di dirmi cosa ne pensavano della realizzazione di un album.


3. Post: Persone felicissime, ottima idea dell’album. Creazione dell’album. Il nome? Family: perché siamo una grande famiglia.

Ovviamente ho salvato tutte le immagini dai commenti, stando attenta di non saltare nessuno, creato l’album con tutte le foto.


4. Post: Aggiunta di foto nell’album. Di conseguenza l’album si aggiorna e le foto hanno di nuovo visibilità.


5. Post: Idem. Più si aggiorna l’album e più torna visibile e più le persone si sentono coinvolte.


6 Post : Aggiunta foto all’album


7 Post: Ultima foto pubblicata perché avevo deciso di chiudere qui. Portando tutto in sordina, senza chiedere nulla.


8 Post: una foto è spiccata più di tutte così tanto da ricevere quasi una copertura di 5K persone e parecchie reazioni.


Conclusioni:

Lo scopo è stato quello di coinvolgere la community e renderli partecipi, ma soprattutto attivi. E per attivi ricordiamoci che non gli abbiamo chiesto solo un commento, ma di controllare nella galleria del telefono, recuperare la foto, tornare su Facebook, tornare sulla Pagina del Villaggio e commentare.
L’abbiamo fatto con tre post.
1. richiesta della foto
2. cosa ne pensavano dell’album
3. creazione dell’album
Tutti gli altri post sono aggiornamenti fatti con foto successive alla creazione dell’album.

In sintesi sono state raggiunte 16.524 K
Si parla di COPERTURA ossia il numero di persone che hanno visto il contenuto della Pagina, in questo caso i post.
Reazioni ai post :
– Clic sul post (viola) e Reazioni, commenti e condivisioni (Lilla) N. 3.101

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